• Category Archives Articoli
  • Inter, l’importanza del centrocampo

    Quest’anno ci troviamo una nuova Inter in campionato, che potremmo dire, dopo l’acquisto di Marotta e poi di Conte, di essere diventata un po’ Juventina anche per carattere.
    Riguardo al calciomercato si è parlato parecchio degli acquisti e delle cessioni fatte, pensando al caso Icardi, poi all’acquisto di Lukaku e Sanchez, ma quello che secondo me è risultato più importante è stata la sistemazione del centrocampo, con un Barella che fa la differenza, da stabilità.
    Resta inteso che già l’anno scorso l’organico dell’Inter non era da buttare, anzi, ritengo che fosse tra i più forti del campionato, ma evidentemente altri fattori non tecnici o tattici hanno influito negativamente.
    Oggi la squadra di Conte è sicuramente più solida e determinata, avendo fatto alcuni correttivi grazie a cessioni e acquisti, ma chi è rimasto non è è più lo stesso, come Brozovich che è un altro rispetto all’anno scorso.
    La difesa, pur organizzata, non è infallibile e l’abbiamo visto con la Lazio, in quanto deve ringraziare un grande Handanovich, non certo i difensori, anche se i numeri fino ad ora dicono che quella dell’Inter al momento è la difesa più forte del campionato, almeno a numeri.
    Tornando al centrocampo, riescono a gestire rapidamente la palla, con cambi di gioco rapidissimi, e sfruttando al meglio gli esterni che spingono parecchio.
    Vedremo nel proseguo del campionato e l’incontro con squadre con caratteristiche diverse se il meccanismo è affidabile sul lungo periodo o se emergerà qualche difetto sfruttabile dagli avversari.


  • Ma quale modulo !!!

    Oggi il nostro calcio è pieno di tecnicismi, filosofie e certezze … che non esistono.
    Una delle grandi fissazioni di chi mastica calcio è il “modulo” che molti pensano dipendano da come un allenatore vuole far giocare la propria squadra.
    Nella realtà non è così semplice o, almeno, non dovrebbe esserlo.
    Chi ha la possibilità di comprare i giocatori che vuole può anche pensare in accordo con la società a creare la squadra giusta per giocare con quel modulo, ma converrete con me che si tratta di rarità.
    Generalmente ci si deve adattare ai giocatori che si hanno in rosa e per valorizzarli al meglio si sceglie uno o più moduli di gioco utilizzabili.
    Personalmente non credo nel modulo “definitivo” ma sicuramente ci sono caratteristiche importanti che li differenziano perchè un modulo può essere più conservativo, rivolto a non prendere rischi, un altro invece magari più “spinto”, più offensivo, che richiede anche molte energie dei giocatori.
    Già qui si fanno delle scelte: usare i giocatori più giusti per quel modulo o usare il modulo più giusto per quei giocatori.
    Io sono più per il secondo, ma non completamente.
    Darei ai ragazzi la possibilità di esprimersi al meglio nel modo che più a loro si addice tenendo conto delle caratteristiche tecniche e fisiche dei singoli ma anche dei risvolti collettivi. Successivamente, anche per dar loro stimoli e un percorso di crescita, portarli a lavorare anche in modo diverso passando quindi ad usare altri moduli che contro alcune squadre rispetto che contro altre potrebbero essere più profiqui.
    1-4-4-2 oppure 1-4-3-3 o 1-3-5-2 …. o altri … con i numeri si può giocare, ma non devono diventare l’immagine o la gabbia del gioco, ma un mezzo per esaltarlo.


  • Nuova avventura Giallo-Viola

    Nuova esperienza al CDA Villapizzone alla guida della Juniores

    Ho aspettato un po’ prima di parlarne, perchè … per tanti motivi.
    Ho cambiato buona parte dell’organizzazione della mia vita, anche le piccole cose, perchè sono un pignolo, un rompiscatole, uno che non ti lascia stare se prima non ottiene quello che vuole e mi sono comportato allo stesso modo anche con me stesso.
    Generalmente si dice “Sai quello che lasci, non sai quello chd trovi” ed è stato così anche per me, ma adesso, dopo qualche mese che sono entrato nella famiglia GialloViola posso dire di non aver sbagliato.
    Siamo già alla prima di Campionato, ma da fine giugno a oggi ho lavorato incessantemente per capire i ragazzi, la squadra, sia dal punto di vista tecnico che caratteriale. Organizzare la preparazione, studiare i singoli, preparare il ritiro, gli allenamenti, tutti i giorni, anche in ferie.
    Qualche errore l’ho fatto, ma essendo molto autocritico ho semplcemente fatto ammenda e imparato qualcosa di nuovo.
    Ho trovato persone e ragazzi fantastici che mi hanno agevolato nel lavoro anche perchè ho bisogno di combattenti che non mollino mai, come si sono dimostrati loro dal primo giorno che ci siamo conosciuti.
    Ora siamo in pista e non vedo l’ora che arrivi già il prossimo appuntamento.


  • STAGE FORMATIVO

    Lunedì 29 Aprile 2019 

    C/o Centro Sportivo “Boccaccio” –  S.S.D. SESTO 2012
    Via Giovanni Boccaccio, 285 – Sesto San Giovanni (MI) 

    Odemat Sport Service (www.odematsportservice.com) organizza uno Stage Formativo di approfondimento tecnico per ragazzi classe 2008, 2007, 2006 e 2005 grazi alla collaborazione di Allenatori professionisti.
    Mister Elio Garavaglia e i suoi collaboratori Michele Gallo, Daniele Bassani e Simone Maraschi metteranno i giovani atleti nella condizione di esprimere al meglio le loro capacità dando il loro apporto affinché trovino gli spunti di miglioramento individuale.
    Il tutto davanti a osservatori e scouting di società professionistiche.

    Sono convinto che eventi come questo siano molto importanti perché ci permettono di aiutare i bambini a comprendere le basi di questo sport meraviglioso e migliorare la consapevolezza delle proprie possibilità e capacità.



  • Tecnica individuale nei bambini

    Spesso sottovalutata a scapito del gioco, ma ancor più spesso spinta eccessivamente nel momento sbagliato di crescita di un bambino.
    Fino ad una certa età, direi 10 anni, devono giocare, divertirsi e la tecnica individuale o collettiva non devono essere un’ossessione per loro o per il loro educatore sportivo, ma a volte questi ultimi si fanno prendere un po’ la mano per le pressioni che ricevono dalla società sportiva o da alcuni genitori.
    Comprensibile, non è facile allenare, come gestire i rapporti con chi non fa parte della squadra. E questo vale qualunque età abbiamo i ragazzi.
    Tuttavia mi sento di dire che secondo me la virtù sta nel mezzo.
    L’arte sta nel trovare il modo di farli giocare insegnando loro (senza quasi che se ne rendano conto) la tecnica individuale o di squadra, con giochi mirati, astuti, con poche regole, insomma … il più semplici possibile.
    Crescendo questo tornerà utile perché inevitabilmente giocando impareranno anche la disciplina, indispensabile per imparare a giocare in gruppo.
    Non servono tanti attrezzi, ma piuttosto una grande fantasia dell’allenatore che deve imparare a giocare con le proprie idee, perché “solo giocando si può far giocare nel modo migliore” (giuro che non l’ho copiata da nessuna parte).
    Nella mia esperienza ho notato che le cose fondamentali di cui i bambini sotto i 10 anni hanno bisogno sono:
    – correre
    – calciare il pallone
    – gareggiare tra di loro
    Su queste caratteristiche esistono tanti spunti su internet, quindi basta cercare e trovate tutto, ma l’importante è saper e sapersi adattare alle caratteristiche dei propri bambini o ragazzi (a seconda dell’età) per non esiste niente di assoluto.
    La creatività e le varianti continue, se mirate e studiate bene, sono fondamentali per tenere alti gli stimoli ed ottenere il massimo.
    Sono in grado oggi allenatori e società sportive di portare avanti questi concetti?