
Dai Mister o Allenatori ci si aspetta sempre di tutto e sempre di più, che sia il settore pre-agonistico, agonistico o prima squadra, ma … cosa ci si deve veramente aspettare ?
Quali sono i compiti reali da assolvere ?
Negli anni mi sono reso conto che ci sono oggettivamente necessità di insegnamento tecnico e atletico che devono essere impostati e fatti seguire ai Ragazzi (Giocatori) aggiungendo la parte tattica (secondo me non prima dei 16 anni).
Tuttavia ci sono necessità “accessorie” che riguardano i rapporti con staff, collaboratori e dirigenti, genitori nei settori giovanili, che perdono molto rapidamente questo status di “accessori” per diventare “fondamentali”, ma spesso si trascura un altro aspetto molto importante: il rapporto diretto con i Ragazzi.
Oggi più che in passato è indispensabile creare un dialogo imparando prima ad ascoltare e poi parlando, diversamente per ogni età, perché si cambia, come cambiano le necessità, i sentimenti, le esperienze, insomma i bambini diventano adolescenti, ragazzi e adulti, ma sono 4 mondi diversissimi tra loro.

Il Mister deve interfacciarsi diversamente con ogni Giocatore, perché sono tutti diversi per carattere e personalità, quindi non puoi parlare a tutti nello stesso modo.
E qui arrivo al focus del discorso.
Il Mister deve essere il primo Mental-Coach dei propri Ragazzi e meglio riesce ad interpretare questo ruolo maggiori sono i risultati, perché lavorare sulla tecnica individuale non sarà facilissimo, ma non è una cosa eccessivamente complessa se ti formi sull’argomento, mentre la mente umana è molto più complessa e se hai a che fare con 25 adolescenti o 25 adulti della prima squadra sono due cose molto diverse ma devi saperlo fare e meglio ti riesce migliori sono i risultati anche sul campo.
Questa è la cosa più difficile da fare, che tuttavia porta anche le maggiori soddisfazioni se fatto bene, perchè ti permette di creare quel legame dove il Mister diventa il “condottiero” e i Giocatori i “compagni di ventura”.
Non c’è la formula magica che ti permetta di diventare la loro guida senza se e senza ma, anzi, devi mantenere vivo quotidianamente il rapporto con stimoli, trasparenza, onestà di intenti, senza fare mai giochetti “psicologici” perchè devi mantenere la tua integrità, che viene sempre apprezzata, perchè se sanno che quello che dici è così come lo dici si fideranno sempre, anche quando esponi qualcosa di scomodo, una critica ma anche un apprezzamento.

Ottenere il rispetto dandolo in modo reciproco.
Portare sempre i propri giocatori, tutti, su un palmo di mano.
Difenderli davanti all’indifendibile, per poi risolvere i problemi in privato.
Tante cose, forse da film romantici, che creano un legame.
Non deve essere una cosa strumentale, fatta in modo artificiale solo per ottenere i risultati.
L’autenticità di quanto sopra, che deve venire dal cuore e dalla passione per questo mondo, potrebbe essere proprio la chiave di tutto, almeno lo è per me.
Io credo molto in questo modo di vivere, con i miei Ragazzi, con le loro Vite, con grande disponibilità ma sempre nel rispetto reciproco.
Questo è fondamentale.









