• Improvvisare, adattarsi e raggiungere lo scopo !!!

    Era il 1986 e questo ragazzino di 13 anni si ritrova a vedere di nascosto un film un po’ “violento” intitolato Gunny con Clint Eastwood e questo evento segna fortemente la sua vita.
    Parlo in terza persona ma quel bambino ero io e come per tante altre cose vissute, questa è rimasta nel mio bagaglio.
    Sembra banale ma quando si è ragazzini, tutto quello che ci accade direttamente o indirettamente ci plasma e ci insegna tante cose, poi sta a noi distinguere il buono dal cattivo anche con l’aiuto di chi ci cresce.
    Nel mio caso questo film mi ha insegnato tanto che ancora oggi metto alla base di tutto.
    Dentro ci ho trovato DISCIPLINA, RISPETTO, ESSERE UN ESEMPIO, ALTRUISMO, SACRIFICO, DETERMINAZIONE, FARE SQUADRA e tante altre cosine.
    La cosa che mi è rimasta più nel cervello e che è ad oggi alla base del mio modo di essere è proprio questo “Improvvisare, adattarsi e raggiungere lo scopo” che cerco di trasmettere ai miei figli per crescere ma anche ai miei ragazzi giocatori per crescere sia come persone che tecnicamente come squadra, perchè nel calcio le cose si realizzano come collettivo.
    E’ il mio motto quotidiano, che tiro fuori proprio quando sono oin difficoltà e mi sembra che tutto mi cada addosso.
    Tante volte non ci si riesce da soli ma la scintilla deve partire da noi per poi aggregarsi.
    Improvvisare, perchè ad ogni azione succedono cose diverse e creatività, situazione, imprevisto la rendono unica.
    Adattarsi, perchè devi utilizzare i mezzi che hai in quel momento, la tua creatività, la tua astuzia e tutte le tue capacità, anche quelle nascoste.
    Raggiungere lo scopo, perchè solo con la determinazione interiore puoi trasmettere e contagiare i tuoi compagni affinchè anche loro lo siano.
    Per me Gunny è un film cult della mia infanzia e non smetterò mai di usarlo come esempio.


    https://youtu.be/XZ7GfE5GN4s

  • Weekend straordinario

    Uno strano weekend di … riposo.
    Gia, nelle stranezze del calcio c’è anche il fatto che in queste categorie, con diversi gironi, ci sia un turno di riposo perchè le squadre sono dispari.
    Vabbè, per uno come me è difficile da digerire, soprattutto se non si trova una amichevole per sopperire, ma incredibilmente è stato comunque una due giorni piena di impegni e di emozioni.
    Quando si è perennemente impegnati a correre dietro ai problemi e cercare di risolverli, ad ottemperare ad impegni programmati ci si dimentica che siamo sempre persone con sentimenti.
    Alleni una squadra di terza categoria, con ragazzi giovani che vanno dai 18 ai 23 anni (c’è anche un di 30) e all’improvviso …. PAM !!!… uno diventa papà, così lo chiami, lui ti chiama e ti fa pure una video chiamata per farti vedere la famiglia che si è allargata …
    Col calcio non c’entra niente eppure ti attanaglia il cuore che ti riempie di gioia.

    Poi dici “domenica pomeriggio, non si gioca, vado a vedere la partita di qualche avversario del girone” e torno dove ho vissuto un anno stupendo , forse il più bello dal allenatore, pensando cosa mi avrebbero detto al mio arrivo, tipo “sei venuto a spiarci” oppure qualche battuta ironica sgradevole … e invece … mi hanno abbracciato, baciato, accolto con un affetto incredibile.
    A loro non l’ho detto … ma mi sono commosso e mi ha cambiato la giornata. In mezzo ai miei ragazzi della Juniores … che ricordi. Dovevo rimanere solo per un tempo e invece .. .sono rimasto per tutta la partita, mi sentivo a casa e ho fatto fatica ad andare via.
    Poi si torna alle attività quotidiane e al lavoro da fare per domenica .. già … perchè domenica si gioca e abbiamo solo due allenamenti e i miei ragazzi meritano il massimo, anzi, il 110% esattamente come quello che voglio da loro.
    Sono fortunato, ho dei ragazzi stupendi, ma non basta sul campo, bisogna tirare fuori ben altro e quindi … lavoriamo !!!
    Tutto però condito da uno spirito rinnovato da questo weekend straordinario.

    Avanti tutta !!!



  • Work in progress, buona la prima … quasi.

    Dopo una lunga … lunghissima attesa si torna a disputare un campionato e per me comincia l’era della Prima Squadra al Sempione Half 1919.
    Dopo un lungo e duro lavoro, anche se siamo solo all’inizio e la strada è ancora lunga, siamo scesi tutti in campo con l’ansia e la curiosità di vedere cosa succedere.
    La squadra è nuova, il gruppo è nuovo, mettere tutti insieme e cominciare a fasarsi è importante ma non si può pretendere che tutto giri come un orologio svizzero dal primo momento e infatti il primo tempo è molto complicato perchè abbiamo cominciato a prendere le misure con gli avversari e con noi stessi, facendo molta fatica, sbagliando molto e andando in svantaggio per una nostra disattenzione … ci sta … poi però basta.
    E così è stato. L’ntervallo è servito per mettere a fuoco e tranquillizzarci.
    Nel secondo tempo la consapevolezza dei nostri mezzi ci ha permesso di prendere in mano la partita, sprecare molto e arrivare al pareggio.
    Alla fine però, nemmeno il fatto che loro siano rimasti in dieci ci ha permesso di raggiungere una vittoria che sarebbe stata stra-meritata, ma queste sono le partite e va bene così.
    “Quasi” buona la prima, ma almeno abbiamo rotto il ghiaccio.
    Adesso la testa alla prossima partita e avanti tutta !!!

    Forza Sempione Half


  • Inizia il ritiro 2021 !!!

    Cominciato il nuovo anno sportivo 2021/2022 tutto all’insegna della scoperta, dell’invenzione e della creatività.
    Costruire dal nulla mi è sempre piaciuto, anche se è molto difficile e faticoso, ma il risultato, soprattutto se è quello che dico io, poi gratifica oltre ogni misura.
    Prima squadra, Terza Categoria, tanta curiosità fa da contorno a questo nuovo progetto ed è molto entusiasmante.

    Dopo 10 giorni di preparazione NoStop e una amichevole, siamo finalmente partiti per il ritiro e in questo primo giorno abbiamo potuto lavorare con intensità sia sulla parte atletica che tecnica, ma soprattutto abbiamo cominciato a fare gruppo


    Anche sfide di rapidità visiva con giochi e sfide atte a migliorare l’attenzione e la coordinazione mentale.

    Ma il lavoro atletico e di forza non è mancato, anzi …
    E nessuno si è risparmiato.


    Per poi terminare la giornata a rifocillarci, con le gambe sotto il tavolo, mangiando un panino esagerato al Balmet del Farinel

    Forza Sempione Half !!!!


  • Ritrovare la voglia

    Dopo un anno e mezzo complicato a causa di qualcosa che con il Calcio e con tutto il resto non c’entra nulla, ma che è stato in grado di bloccare e terrorizzare il mondo intero, cerchiamo tutti di ripartire, di dare sfogo alle nostre energie. Beh … quasi.
    In realtà la pandemia ha lasciato i suoi strascichi non solo dal punto di vista economico e commerciale, ma anche dal punto di vista umano, mettendo in crisi soprattutto i più giovani.
    Ne sento parecchi che alla mia domanda “cosa hai in programma di fare adesso? Ricominci ad allenarti?” la risposta è pressocchè simile a “mmm, mister, non so se ho voglia di tornare a giocare”.
    Questo preoccupa e personalmente mi fa male.
    Sentire i giovani così remissivi fa male a tutti quelli che come me lavorano o hanno lavorato con i giovani, dai più piccoli ai più grandi.
    Ammetto che anch’io non sono stato immune a questo sentimento, ma amo troppo il Calcio per farmi buttare giù a lungo e sono già lanciato verso la nuova stagione, pieno di voglia e di speranza.
    Ora cerco di trasmettere questo mio sentimenti ai ragazzi, ai collaboratori e agli amici, perchè dobbiamo essere noi a voler riportare tutto com’era prima … e oltre !!!
    Avanti tutta !!!


  • Il gesto tecnico

    Nelle categorie di ragazzi più grandi, Juniores e prima squadra, ma ultimamente anche Allievi, vedo sempre di più porre l’attenzione su aspetti tattici invece che tecnici collettivi o individuali e la cosa un po’ mi infastidisce perchè il valore del gioco sta nei piedi dei giocatori, sia in forma individuale che collettiva.
    Sono fermamente convinto che la cose migliori si trovino nel mezzo, senza escludere niente, cogliendo il giusto da ogni aspetto, insomma … torno al mio concetto di EQUILIBRIO che metto alla base di tutto.
    Quindi non intendo escludere la tattica ma bisogna dare la giusta importanza alle cose e per me conta molto il gesto tecnico.
    Alleniamo di tutto, la mobilità, l’agilità, la rapidità, tutti aspetti fondamentali e poi spingiamo sulla forza, considerata fondamentale, lavoriamo su aspetti aerobici e anaerobici, oltre alla tattica appunto, ma tanti purtroppo tralasciano l’aspetto tecnico perchè .. perchè … già, tanti non ci voglio perdere tempo perchè doveva essere parte di quanto insegnato da più piccoli.
    Vabbè, qui non voglio commentare, anche se in piccola parte dovrebbe essere così.
    Sfugge il fatto che un ragazzo, un giocatore continua ad imparare e a migliorarsi lungo tutta la sua carriera, quindi non è da escludere.
    Quanti ragazzi sono capaci a fare un controllo di petto corretto?
    E un un controllo a seguire in uno spazio stretto ?
    Parlando si gesti individuali, ma se guardiamo anche i gesti tecnici collettivi sono convinto che si possa sempre migliorare e quindi vanno allenati.
    Mi riferisco agli uno/due di prima per farsi mandare in profondità o in sovrapposizione, la palla arretrata per il compagno che arriva per calciare in corsa …
    Il panorama di gesti da allenare è ampio e secondo me non va tralasciato perchè ricordiamoci che alla fine in campo ci vanno i ragazzi che devono metterci le loro capacità valorizzate e sfruttate dall’allenatore e non soffocate per spingere per esempio l’idea del tikitaka.


  • Il possesso palla

    Questo è uno di quegli argomenti da trattare con i guanti perchè tutti pensano di sapere di cosa si tratta e sicuramente ci sono dei punti fermi sia sull’identificazione che sull’interpretazione di questo gesto tecnico.
    Certo, si tratta di un gesto tecnico, perchè ci vuole tecnica individuale e collettiva per metterlo in pratica.
    Ma è sufficiente? E siamo sicuri di sapere tutto sull’argomento?

    Mi sono fatto spesso queste domande e non vi nascondo che continuo a farmela perchè posso dire di avere la mia interpretazione e le mie idee, ma non sono valori assoluti bensì quello che penso io.
    Ultimamente viene associato alla partenza del gioco dal basso, ma in realtà è un concetto a sé che si può applicare in qualunque momento della partita e in qualunque fase, che sia difensiva o offensiva.

    Per me il concetto è semplice: se abbiamo noi il possesso, non ce l’ha l’avversario.
    Partendo da questo punto fermo possiamo sviluppare tantissime idee.
    Avere il possesso della palla vuol dire avere in mano il pallino del gioco, avere il timone del gioco, ma posso sfruttarlo bene oppure male.
    Nel mio modo di vedere il possesso, io lo associo al concetto di “equilibrio” (di cui ho parlato già in un altro articolo dedicato) perchè se ho il possesso, il rischio principale che corro è quello di perderlo e bisogna essere preparati nel caso questo succeda, prendendo delle contromisure immediate e il più risolutive possibili.
    Quindi l’equilibrio anche qui ha la sua importanza perchè col possesso di palla gestito male, con squilibrio magari in avanti, in caso di conquista da parte dell’avversario può portare ad un contropiede magari anche fatale.

    Il possesso, sempre secondo la mia visione, è un mix di difesa del possesso individuale, preciso palleggio collettivo (praticamente sotto forma di torelli o rondo), capacità di scelta per non rischiare inutilmente di perdere la palla sfruttando appoggio e sostegno, palla avanti e palla indietro.
    Ora possiamo capire che la difficoltà di allenare questo gesto parte dall’allenare la testa, perchè per mettere il pratica tutti i movimenti e le scelte migliori prima bisogna essere mentalmente preparati a farlo virtualmente, nella propria testa, ragionando, prendendo decisioni, facendo scelte rapidamente.

    Quali sono gli esercizi migliori per allenare il possesso palla ?
    Sicuramente i Rondo (o torelli) sono la base tecnica per farlo.
    Spesso si danno delle regole, dei limiti, entro le quali tenere il possesso, ma secondo me il modo migliore per farlo è proprio ridurre al minimo o addirittura togliere regole e limitazioni, preparare un campo, decidere quanti giocatori e mettere loro un pallone tra i piedi.
    Unico obbiettivo: non perdere il possesso del pallone.
    Allenare questo gesto senza regole secondo me è l’esercizio migliore, ma non lo ritengo il modo assoluto di giocare a calcio, perchè il possesso secondo il mio pensiero deve servire a gestire una situazione, a creare i presupposti per una azione offensiva che porti a tirare in porta (e magari a segnare).
    Un possesso fatto bene può servire dopo il recupero di un pallone a gestire la situazione, a rimettere tranquillità e a reimpostare per passare ad una fase offensiva che porti a concludere in porta.
    E’ qui che si svolge il lavoro di un allenatore, cercando di portare principi e concetti alla squadra con l’obbiettivo di farli assimilare.


  • La Visione Periferica

    Torno spesso sull’argomento “qualità della scuola calcio” perché sin da piccoli i bambini dovrebbero essere abituati a giocare, divertendosi, ma imparando, migliorando su vari aspetti tecnici individuali grazie alle stimolazioni date dagli istruttori educatori.
    Ho sempre trovato molto importante per il gioco collettivo la Visione Periferica (VP) perché avere la più ampia visione di gioco ti permettere di fare una scelta tra mille a disposizione. Se vedi poco hai anche poco da scegliere.
    Tante volte abbiamo sentito dire o abbiamo detto noi stessi “ti ho visto passare con la coda dell’occhio” … certo, è un modo di dire, ma fa capire benissimo cos’è la VP.
    Va allenata, come qualunque altra cosa, ma va anche stimolata e farlo quando sono ancora pulcini o esordienti permette di far loro assimilare una tecnica che in realtà serve anche per la vita quotidiana.
    Innanzi tutto ho sempre fatto distinzione tra VP Verticale e VP orizzontale, anche perchè la VP in realtà è a 360 gradi frontali.
    Diciamo che con queste due immagini esprimo il concetto.

    VP Orizzontale
    VP Verticale

    Ci sono innumerevoli situazioni in cui diventa importante la migliore gestione possibile di questa capacità, al punto tale che diventa una risorsa, una potenzialità che permette di creare una migliore sinergia tra il proprio gioco o la propria giocata e qualunque cosa succeda in campo, che si tratti del movimento di un compagno o di un avversario.
    Non aver allenato la VP nelle giovanili, diventa un grande limite quando arrivi alle categorie Juniores, Primavere o peggio ancora Prime Squadre.
    E’ comunque una situazione che secondo me può essere recuperata anche con la maggiore età, ma ci vuole applicazione e scioltezza mentale.
    Una situazione pratica in cui torna utile la VP verticale è poter giocare e ricevere palla, controllandola, tenendo lo sguardo alto il che permette di vedere cosa succede intorno (o meglio davanti) a me. In pratica quando ti gridano “alza la testa!!!” oppure “devi giocare a testa alta !!!”.
    Un’altra situazione può essere il compagno che si propone in sovrapposizione larga e, vedendolo partire con “la coda dell’occhio” lo si può eventualmente lanciare in profondità. Ovviamente è solo un esempio per far capire il concetto.
    Capite quindi quanto può essere importante stimolare questa abilità nel gioco del Calcio, ma quanto possa essere importante anche quando si attraversa la strada, quindi nella vita quotidiana.

    Ci sono esercitazioni che possono aiutare in tal senso e, cercando su internet, ne ho trovate alcune che ritengo utili, ma ci tengo a sottolineare che io inventerei, a seconda dei ragazzi che ho a disposizione, delle loro capacità e dei mezzi che ho a disposizione.
    Qui troverete anche attrezzi che non tutti hanno, come i LED che sempre più allenatori (me compreso) utilizzano.



  • L’importanza dell’ 1 vs. 1

    Negli ultimi 15 anni abbiamo perso alcune abitudini e ne abbiamo prese altre, sia da punto di vista tattico che dal punto di vista tecnico, ma quello che di più mi colpisce l’ambito della tecnica individuale.
    Il mio credo è “EQUILIBRIO” … in ogni cosa, sia nella vita personale sia in quella professionale ed è un po’ quello che cerco nelle mie squadre, nei miei giocatori, partendo dai principi ma creando la giusta elasticità.
    Arrivando al dunque, i fattori secondo me rilevanti a livello di tecnica individuale da portare al gioco della squadra sono Dribbling, di cui vi parlo adesso, ma anche Visione periferica, Tiro e Possesso di cui invece affronterò le problematiche prossimamente.


    DRIBBLING
    Ogni giocatore ha delle caratteristiche personali e quando una società acquista o ingaggia un giocatore lo fa per le sue doti e le sue caratteristiche, quindi ho un giocatore che sa saltare l’uomo, perché dovrei costringerlo ad un tiki-taka che annullerebbe semplicemente il suo valore?
    Troppe volte si vogliono le cose dai giocatori, dai ragazzi del settore giovanile, si desidera il risultato ma non gli si danno i mezzi e le informazioni per darli e questo è un problema.
    Tante volte non basta gridare “salta l’uomo !!! e poi passa la palla” anche se si tratta di un esercizio, ma servono informazioni e stimoli.
    Le INFORMAZIONI che servono a dare il “LA” al ragionamento possono essere degli esempi magari partendo dalle innumerevoli cose che si possono vedere in TV o su Youtube, dai disegni, gli schemi ecc….
    Gli STIMOLI sono forse i più importanti di tutti, perché per saltare l’uomo, il famigerato “1 VS. 1” ci vuole sicurezza in se stessi, nei propri mezzi e una voglia smisurata di essere là, oltre l’avversario e con la palla.
    Sulle Informazioni non mi soffermo troppo, ma sugli stimoli voglio dare una certa attenzione perché, come ho detto prima, non serve solo “pretendere” ma bisogna trasmettere sicurezza e mettere i ragazzi nella condizione di esserlo anche attraverso consigli, correzioni, osservazioni su quello che sta o sta cercando di fare.


    Nel calcio di oggi l’1Vs.1 è un problema perché si predica molto il possesso e il palleggio ma molto poco il dribbling e io non sono d’accordo.
    Sempre per il mio concetto di equilibrio, serve tutto, nella giusta misura insieme alla visione periferica e di squadra.
    A volte, nelle esercitazioni, mi invento situazioni dove forzo 1 dribbling + 1 passaggio + 1 smarcamento + 1 cambio di gioco proprio per portare a livello propedeutico a vedere queste situazioni miscelate tra di loro e magari ci faccio una seduta completa e la rivedo 2 giorni dopo e la settimana dopo ancora, mettendole anche come regole delle partite a tema.
    Poi organizzo partitelle dove li lascio liberi di giocare chiedendo solo di mettere in pratica i vari argomenti visti in allenamento.
    Li lascio comunque liberi di pensare, non sono automi, macchine, robot, sono persone, sono ragazzi che hanno voglia e ogni cosa che fanno giusta e sbagliata devono comunque ricevere critiche sia negative per gli errori sia positive, anche quando sbagliano, perché per stimolarli hanno bisogno di sentirsi anche gratificati per l’impegno. Questo li aiuta ad essere più sicuri di se stessi e a migliorare.

    Oggi manca l’ “1 Vs. 1”, ma andrebbe insegnato come una materia obbligatoria, di quelle importanti, che se non hai almeno la sufficienza rischi la bocciatura, una di quelle imprescindibili perché tutti devono saperlo fare, anche il portiere.